
Dal sito ScuolaOggi.org vi segnalo questo articolo di Gianni Gandola.
" La Circolare sugli organici chiarisce (in buona parte) che fine fanno le compresenze, nelle classi ex modulo e nel tempo pieno"



La Gelmini ha affermato che quello dell'insegnante "non è un lavoro per tutti", ma una missione. "Voglio esprimere - ha detto il ministro - tutta la mia gratitudine agli insegnanti il cui ruolo educativo si è perso nel tempo. L'insegnamento non è per tutti, ma di quelli con una forte passione educativa e una grande preparazione. Noi, per fortuna, di insegnanti così ne abbiamo molti".
"Insegnare è una missione - ha continuato - visto che noi affidiamo loro i nostri figli e il futuro del Paese. Il Parlamento e il Governo lavoreranno per riconoscere e restituire il ruolo sociale straordinario e la dignità degli insegnanti".
Nella mia mente, ascoltando queste parole, ha cominciato a ronzare un motivetto, la colonna sonora di un famoso prima telefilm e poi film: MISSION IMPOSSIBLE. D'accordissimo che il mestiere dell'insegnante non è per tutti, d'accordissimo che ad esso va restituito il giusto ruolo sociale ma non penso che per farlo mi debba trasformare in una maestra/mamma, in un'intrattenitrice di bambini, in una tuttologa.
Siamo maestre non madri terese! Ma a quanto pare la prima a non riconoscere la nostra professionalità è proprio il ministro Gelmini.


unico= che è senza uguali o in assoluto o relativamente ad alcuni aspetti o caratteristiche.
Mi viene da pensare che...
È unico quel maestro che si occupa e si preoccupa per i propri alunni facendosi carico professionale, umano ed emotivo di situazioni difficili e problematiche tanto da non dormirci la notte.
È unico quel maestro che fa le sue 24 ore settimanali di lezione e programmazione e almeno altrettante fra riunioni e lavoro a casa ma si sente dire che la sua occupazione equivale ad un part time.
È unico quel maestro che è in grado d'essere autorevole senza bisogno di instaurare un clima di paura e far indossare divise ai bambini.
È unico quel maestro che dedica la propria domenica alla programmazione e alla preparazione delle lezioni settimanali.
È unico quel maestro che ha imparato a lavorare bene in team diventando esempio per i bambini di come si può collaborare e si possono integrare competenze e diversità.
È unico quel maestro che diventa sponsor occulto della scuola comprando libri, carta per fotocopie e vario materiale di cancelleria, facendo stampare foto a proprie spese, ecc.
È unico quel maestro che è passato, solo negli ultimi dodici anni, attraverso: l'autonomia scolastica e la riforma dei cicli scolastici dell'era Berlinguer, la Commissione dei 200 saggi e i curricoli della scuola di base dell'epoca De Mauro (7 anni fra scuola elementare e media, era l'epoca in cui si parlava di "togliere" un anno alle scuole medie e non si riusciva a mettersi d'accordo su come articolare il settennio 2+2+2+1 – 3+4 – 2+5 - 1+5+1), il PECUP, il portfolio, il tutor, gli OSA e le tre I dell'era Moratti, le nuove Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione, i curricoli, la certificazione delle competenze, il “più tabelline e grammatica per tutti”, dell'epoca Fioroni.
Il maestro è già unico ora lo si vuole far diventare SOLO.